Essere a casa, tornare a casa, sentirsi a casa sono tutte espressioni che indicano quanto la casa rappresenti un profondo senso di agio personale e di benessere con sé e con l’esterno.

Le pareti fisiche hanno il fondamentale significato di sicurezza sin dai remoti tempi delle caverne, quando i nostri antenati si riparavano cercando protezione e punti di riferimento nei luoghi per loro più facilmente accessibili.

Come sappiamo, gli uomini delle caverne iniziarono a “riempire” le loro “case” con segni e disegni che raccontavano la loro storia, testimoniando il grado di evoluzione personale e sociale che essi avevano raggiunto. Al significato di rifugio sicuro aggiunsero presto quello di spazio dove poter esprimere ciò che psichicamente era per loro più importante: le pareti delle caverne divennero espressione, narrazione, specchio dei contenuti affettivi, simbolici, comunitari e dunque riflesso del mondo interno ed esterno.

Non diversamente, seppure in modo più articolato e complesso, oggi la casa è il luogo che meglio rappresenta la personalità di chi la abita, dalle sue parti più segrete e recondite a quelle condivise con gli altri.

Si potrebbe fare il ritratto psicologico di una persona o di una famiglia, osservando con attenzione, senza giudizio, ma con occhio ricettivo, la disposizione dei mobili, i quadri alle pareti, il numero e il tipo degli oggetti, i colori prescelti, l’ordine o il disordine, le parti maggiormente curate, se quelle private o quelle di rappresentanza sociale, gli odori , l’illuminazione… e si potrebbe andare avanti.

Dunque la casa è sicurezza, è espressione di sé, ma è anche spazio vitale, da vivere soli o da imparare a condividere con qualcun altro

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