Amate il fritto e vivete in condominio? Potrebbe diventare un problema e forse sarebbe conveniente che vi attrezziate di una buona cappa aspirante, visto che da oggi potreste trovarvi trascinati in tribunale dai vostri vicini per aver causato “molestie olfattive”. È proprio così: una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che disturbare il condominio con fumi e odori sgradevoli è un reato a tutti gli effetti.

Tutto è partito da una contesa fra vicini: una coppia di un appartamento accusava gli abitanti di un’unità abitativa posta al terzo piano di molestarli con rumori, odori e fumi maleodoranti provenienti dalla cucina; avendo avuto precedenti screzi, le due parti sono arrivate in tribunale, affrontando tutti e tre i livelli di giudizio. Alla fine la Cassazione ha deciso di confermare le sentenze precedenti, e con la numero 14467/017 ha accorpato la puzza di cucina al reato di “getto pericoloso di cose”, dichiarando colpevoli gli inquilini del terzo piano.

Nella sentenza della Cassazione viene specificato che la norma di riferimento per questi contenziosi rimane sempre quella del regolamento condominiale che, in alcuni casi, può prevedere dei limiti. Ma, in mancanza di riferimenti espliciti agli odori, vale l’articolo 844 del Codice Civile in cui si stabiliscono i cosiddetti “margini di tollerabilità”. Estendendo anche agli odori molesti la norma che punisce il getto pericoloso di cose, la Cassazione ha respinto il ricorso dei condomini imputati e ha creato senza dubbio un precedente, a cui ci si potrà appellare per contenziosi contro inquilini amanti del fritto e di cibi con odori particolarmente forti.

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